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Spaccio in pieno giorno dinanzi l’Università. Cinque pusher stranieri arrestati dalla Polizia di Stato di BolognaLa Polizia di Stato di Bologna nella giornata di ieri ha tratto in arresto cinque cittadini stranieri, 3 gambiani e 2 tunisini, indiziati di aver effettuato diverse cessioni di sostanza stupefacente all’interno della cittadina Piazza Scaravilli, dinanzi la sede dell’Università di Bologna.

Nello specifico, in seguito a numerose segnalazioni riguardanti una possibile rete di spaccio di sostanze stupefacenti al dettaglio posta in essere all’interno di Piazza Scaravilli, nel cuore della zona universitaria, la Squadra Mobile di Bologna ha predisposto nei giorni scorsi diversi servizi di osservazione e pedinamento, volti a cristallizzare la portata del fenomeno.

Nella giornata di ieri i “Falchi” della Squadra Mobile sono riusciti a monitorare le cessioni di sostanza stupefacente per le vie della zona universitaria, invisibili ai pusher che erano già operativi a partire da metà mattina.

Sono stati individuati così due distinti gruppi di pusher che attendevano nella citata piazza gli ordini degli acquirenti, per poi effettuare le cessioni soprattutto in via Belle Arti e nelle zone limitrofe a via Zamboni, utilizzando monopattini elettrici e biciclette per le consegne.

I primi due soggetti arrestati sono due tunisini. Il primo, classe 2006 gravato da precedenti penali in materia di stupefacenti (era stato infatti denunciato nel 2023 perché trovato in possesso di 1 chilo di hashish a bordo di un treno regionale), è stato pedinato mentre consegnava un pacchetto di sigarette con all’interno cocaina ad un altro ragazzo nordafricano, il quale poi a sua volta effettuava alcune cessioni di sostanza in zona universitaria. Il ragazzo è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico nella tasca destra del giubbotto, di undici dosi di sostanza del tipo cocaina dal peso complessivo di circa 5 grammi e di 570,00 euro in contanti.

Il secondo spacciatore, un tunisino minorenne del 2007, aveva con sé 170 euro e, all’interno del pacchetto di sigarette, hashish dal peso netto di 70 gr. Anche questo secondo straniero risultava gravato da diversi pregiudizi per detenzione di sostanza stupefacente e anche da una condanna definitiva.

Entrambi sono stati condotti, rispettivamente, presso la Casa Circondariale di Bologna e presso l’I.P.M. di via del Pratello in attesa di convalida.

Durante il servizio di ieri i poliziotti hanno, inoltre, arrestato tre cittadini gambiani che stazionavano sotto i portici dinanzi la facoltà di Economia e Commercio e anche loro in pieno giorno mettevano in atto attività di spaccio. Questi effettuavano diverse cessioni di sostanza stupefacente con la modalità sopra descritta e cioè con la consegna della droga in luoghi limitrofi spostandosi a bordo di monopattini, per poi tornare in Piazza Scaravilli.

Un gambiano del 2000 è stato trovato in possesso di 5 grammi di cocaina e 7 grammi di ketamina.

L’altro gambiano, sempre del 2000, che ha provato a scappare, è stato trovato in possesso di 6 grammi di marijuana, 30 grammi di hashish, 165 euro in contanti e un coltello a serramanico di con lama di 9 cm.

L’altro gambiano del 1995 aveva con sé 10 grammi di hashish e 85 euro in contanti.

Il gruppo è stato tratto in arresto ed è stato disposto il rito direttissimo nella mattinata odierna per tutti e tre, a seguito del quale, dopo la convalida, è stato disposto il divieto di dimora nella città metropolitana di Bologna.

Infine, è stato denunciato un ragazzo algerino del 1998 che, a bordo di un monopattino elettrico su via Zamboni, era stato visto durante i servizi di osservazione dell’ultima settimana gravitare in zona. Lo stesso è stato trovato in possesso di 3 dosi di cocaina pronte alla vendita e pertanto denunciato in stato di libertà per la detenzione. Lo stesso, irregolare sul T.N., è stato lasciato a disposizione del locale Ufficio Immigrazione che sta valutando la possibilità di espellerlo proprio in queste ore.

Si rappresenta che si tratta di procedimenti in fase di indagini preliminari con la doverosa presunzione di innocenza delle persone coinvolte.

 


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